Evoluzione normativa e giurisprudenziale che ha consentito la costituzione delle associazioni professionali a carattere sindacale.

La Corte costituzionale, con sentenza n. 120 del 2018, ha dichiarato illegittimo l’art. 1475 , comma 2, del Codice dell’ordinamento militare, nella parte in cui prevede che “i militari non possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali”, poiché incompatibile con parametri di fonte internazionale, quali l’art. 11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e l’art. 5 della Carta Sociale Europea (quali parti di un “sistema di tutela uniforme”), nonché con le sentenze CEDU sui casi Matelly e AdefDroMil; norme vincolanti ai sensi dell’articolo 117, primo comma, della Costituzione. “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato [70 e segg.] e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. “

per la costituzione delle associazioni trova applicazione il comma 1 dell’art. 1475 COM, il quale subordina la costituzione di associazioni e circoli tra militari al preventivo assenso del Ministro della difesa: tale disposizione è valida, a fortiori, per le associazioni sindacali, in quanto species di quel genus e anche per la loro particolare rilevanza.

Allo stato attuale ed in attesa dell’intervento del legislatore, il vuoto normativo può essere colmato con la disciplina dettata per i diversi organismi della rappresentanza militare e in particolare con quelle disposizioni (art. 1478, co, 7 COM) che escludono dalla loro competenza “le materie concernenti l’ordinamento, l’addestramento, le operazioni, il settore logistico-operativo, il rapporto gerarchico-funzionale e l’impiego del personale”: tali disposizioni infatti costituiscono, allo stato, adeguata garanzia dei valori e degli interessi richiamati.

Il contesto normativo italiano presenta, quindi, un significativo ritardo rispetto alle principali nazioni europee; seppure l’intervento della Consulta appare essere un importante passaggio, questo non può dirsi risolutivo: bisognerà attendere, in concreto, la presa di posizione dell’attuale Governo al fine di meglio comprendere i futuri sviluppi della vicenda.